I marchesi Isimbardi (dal XVIII al XIX sec.)
| Settore Comunicazione della Provincia | |
| Tel.: 02.7740.2895 | |
IAT - Informazione e accoglienza turistica della provincia di Milano (ex APT) |
|
| Piazza Castello, 1 - 20121 Milano » Vai alla mappa » Vai alla sede |
|
| Tel.: 02.7740.4343 | |
02 - I
marchesi Isimbardi (dal XVIII al XIX sec.)
Nel 1775 i marchesi Isimbardi acquistarono il palazzo che tuttora porta il loro nome. La
famiglia, originaria del Pavese, aveva bisogno di un'abitazione di prestigio per inserirsi nel "bel
mondo" della Milano di quel tempo.
Gli interni, soprattutto, furono rimaneggiati: compaiono così gli stucchi, le porte laccate e
i lampadari di gusto veneziano; il camino della sala maggiore al primo piano si adorna dello stemma
di famiglia e infine, per accreditare la stirpe presso il patriziato milanese, vengono
commissionate ampie opere figurative celebranti le gesta degli antenati illustri.Caratterizzandosi
per il culto delle scienze, gli Isimbardi fanno del loro palazzo un centro di studi e di raccolte
scientifiche che hanno una vasta risonanza nelle cronache dell'epoca.
Nell'Ottocento è la facciata verso il giardino a subire gli interventi più consistenti. Il
giardino stesso si modella "all'inglese" dotandosi, secondo il gusto romantico, di luoghi nascosti,
di una collinetta artificiale, di grotte.
La facciata, in stile neoclassico, viene disegnata dall'architetto Tazzini, mentre il cortile
d'onore subisce cambiamenti radicali che alterano la rigorosa essenzialità della struttura
originaria: in ciascun angolo del sottoportico vengono inserite quattro colonne che, con i
semipilastri delle mura interne, generano una campata a crociera che dà una maggior articolazione
all'andamento del sottoportico; l'antico soffitto in legno a cassettoni viene ricoperto con singole
volte a crociera che si susseguono.
Quasi certamente in questo stesso periodo si procede alla sopraelevazione di ben ottanta
centimetri della pavimentazione del cortile e alla rimozione del pozzo centrale: un piano inclinato
unico collega la strada alla dimora e al giardino conducendo al loggiato e al belvedere (attuale
sala Affreschi).
