Presentazione
Lunedì 17 marzo, ore 21

Informazioni
Sede:
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Date:
lunedì 17 marzo 2008
Orario:
ore 21.00
Ingresso:
ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni:
Provincia di Milano/Settore cultura
tel.02.7740.6312/6359
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Presentazione
Lunedì 17 marzo, ore 21, presso lo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2: film-documentario
“L’amore che non scordo – Storie di comuni maestre”
(2007), durata 74’, di
Daniela Ughetta
e
Manuela Vigorita
, scritto con
Vita Cosentino e
Maria Cristina Mecenero, prodotto da
Angelo Ferranti TV Days, con il patrocinio della
Provincia di Milano/Settore Cultura e del
Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.
“L’amore
che non scordo” racconta quattro storie di maestre attraverso un viaggio in diverse
realtà scolastiche tra il 2005 e il 2007. Si tratta di un percorso che offre la possibilità di
rilanciare e di allargare il dibattito sulla scuola pubblica in corso nella società, proponendo
esempi di forte impatto positivo.
Il video presentato è un racconto per immagini che si suddivide in quattro episodi. I primi
due sono ambientati nell’area milanese: in una scuola storica di Milano insegna Alice che,
alle soglie della pensione, ha costruito la “sua famiglia” negli anni attraverso le
relazioni con gli ex-alunni e i loro genitori. A Settimo Milanese, periferia ovest di Milano, la
maestra Cristina con la sua classe quinta sperimenta l’esperienza del distacco attraverso la
lettura di testi scritti sui cinque anni passati insieme. Il viaggio tocca anche Bologna e Roma: a
Casalecchio una giovane maestra insegna ai suoi piccoli alunni ad amare la lettura; a Campoleone,
in una scuola attorno alla quale si è costruita l’intera comunità, Bardo e Adriana insegnano
il valore della memoria.
La regista cinematografica
Francesca Comencini sottolinea la grande naturalezza di questo documentario che colpisce
per la capacità di mostrare il rapporto che i bambini intrattengono con il linguaggio:
“In un’epoca in cui tutto sembra dettato dalle immagini, in cui i bambini sembrano
intrattenere un rapporto esclusivo e ossessivo solo con vari tipi di schermi, dai computer, alle
playstation, dalle televisioni ai gameboy, scopriamo invece la loro naturale e magica inclinazione
alle parole. Parole lette, parole scritte, parole dette”.
