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Cassano d'Adda
Informazioni
Ufficio Cultura
Tel. 0363.366249
Fax 0363.64422
E-mail:
cultura.sport@comune.cassanodadda.mi.it
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Cenni storici
Posto sulla riva destra dell'Adda, Cassano fa parte della provincia di Milano, da cui dista
circa trenta chilometri. Il Naviglio della Martesana, inaugurato nel 1457, lo confina a nord,
costituendo un importante mezzo di comunicazione congiungente il paese al capoluogo lombardo. La
storia cassanese risente di questa importante caratteristica, lo testimoniano diverse ville (
Borromeo, Brambilla....) di auguste famiglie che da Milano si trasferivano a Cassano per
trascorrere la villeggiatura, fino ad essere sede definitiva. Terra ricca di corsi d'acqua, fertile
e ridente, quindi meta di battaglie a scopo di conquista. In origine il nome era semplicemente
Cassano, probabilmente derivante dal nome gentilizio romano " Cassius ".
E' probabilmente, lo stesso Cassiciacum luogo della conversione di S. Agostino. Certo è
che la prima volta che appare il suo nome su un documento scritto è nell'anno 877, nel diploma di
Carlomanno. Qui soggiornarono Napoleone, in villa Borromeo, e in Villa Brambilla, Napoleone III,
prima della battaglia di Solferino. Il suo castello era residenza degli arcivescovi di Milano fino
al 1311 poi passò ai Visconti e, quindi, agli Sforza. Divenne feudo dei D'Adda, dei Castaldo, dei
Bonelli e ritornò ai D'Adda. Cassano appare in alto, maestoso su di un promontorio, che è la parte
più antica, che ospita le più antiche abitazioni. Ora il tessuto industriale è ricco, con
prospettive di ulteriore incremento. Attualmente gli abitanti sono oltre 16.700; due le
frazioni che fanno capo: Cascine S. Pietro e Groppello d'Adda.
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Castello
Il castello di Cassano d'Adda svetta sull'argine del canale Muzza. E' stato edificato nel trecento su elementi su precedenti, con vasti rimaneggiamenti sforzeschi posteriori. Qui ebbero residenza gli arcivescovi di Milano, i Visconti, gli Sforza, i Veneziani, gli Spagnoli, i marchesi Castaldo, Bonelli e i D'Adda. · Il portone del "Ruscett"
Il portone del "Ruscett" da circa tre secoli separa la piazza principale della cittadina dal vetusto villaggio fortificato. Si tratta di un monumento poco conosciuto ma decisamente importante per il borgo cassanese. La sua storia risale al 1764 quando il Procuratore generale del feudo cassanese Cesare Somazzi fece demolire il vecchio portone, millenaria eredità medievale, destinando all'oblio gli ultimi avanzi del ponte levatoio del vicino castello. Al posto della vecchia e ormai inutile infrastruttura si progettò di innalzare, per motivazioni esclusivamente estetiche e celebratorie, un nuovo arco. Per dare onore al marchesato dei Bonelli si fece così erigere una grandiosa porta con l'arma della allora potente casata. A disegnare il nuovo ingresso del Ruscet fu chiamato Martini, allievo del Piermarini, genio della architettura lombarda.
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Villa Borromeo
Località Groppello. Villa del '600. Nel parco sorge l'oratorio di S. Antonio da Padova affrescato dal Fiamminghino.
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Oratorio di S. Dionigi
Costruito secondo la leggenda da S. Barnaba, e sepolcro dell'arcivescovo precedente S. Ambrogio, è documentato dal 1206; la sua ricostruzione è del 1596. Merita una visita attenta per i due cicli di affreschi nell'abside del presbiterio e nei riquadri delle pareti perimetrali; il primo racconta il trionfo della Trinità con angeli musicanti che ricordano Gaudenzio Ferrari, ed il secondo la leggenda di S. Dionigi. E' presente anche un ciclo di affreschi del Veronese sulla vita di S. Giuseppe risalenti al 1703.
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Oratorio di S. Ambrogio
E' del '600. E' impreziosito da un affresco cinquecentesco della Madonna di Loreto, di interessante gusto devozionale popolare e di affreschi del Veronese.
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Palazzo Benzi, Della Somaglia, Brambilla
Affrescato nel 1694 dal Mariani e da Francesco Anguiano, articola in forma seicentesca un precedente nucleo, con uno scalone ellittico che costituisce, con gli arabeschi della balaustra, gli affreschi e gli stucchi, un interessantissimo esemplare nell'arte lombarda. La villa è dotata di cappella interna e di vasto parco dove nell'ottocento convengono artisti e compositori e cantanti del melodramma italiano, dal Rossini al Dinizetti al Ponchielli.
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Palazzo D'Adda-Borromeo-Laboni
Conserva tutto l'aspetto dell'originario progetto Francesco Croce del 1768, poi riformato nel 1781 dal Piermarini in chiave neoclassica. Gli ambienti interni sono decorati da affreschi e stucchi nei modi Dell'Arbetolli. Qui furono ospiti Napoleone I col Murat il 26 giugno 1807.
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Clusone Jazz Festival
A fine giugno.