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Cornaredo

Informazioni

U.R.P.
Piazza Libertà 24
Tel. 02.93263258
Fax 02.93263213
E-mail: urp@comune.cornaredo.mi.it

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Cenni storici

Cornaredo e San Pietro All'Olmo, sono località di antica fondazione, i primi insediamenti risalgono al 4000 a.C. , ma solo tra il 1500 e il 1000 a.C. possiamo parlare di popolazioni che stabilmente permangono in questa zona dedicandosi alla pastorizia e all'agricoltura. Il nome attuale di Cornaredo è databile al IX secolo, esso deriva da "Cornalete" o "Cornareto" che significava Cornioleto, ossia porzione di terreno coltivata a Cornioli (piante durissime dalle quali si ricavava un legno durissimo, ottimo per i tornitori e un frutto rosso dal gusto agro-dolce, indicato per le conserve o consumato fresco dai contadini.

Queste popolazioni furono assoggettate dagli eserciti romani e in quel periodo Cornaredo non fu un vero e proprio agglomerato urbano dotato di una certa consistenza demografica. Con la caduta dell'Impero Romano iniziarono le incursioni dei barbari, che portarono , con le loro dominazioni, ad uno sfaldamento totale delle istituzioni romane e dell'organizzazione sociale della zona.
Nel 568 i Longobardi invasero l'Italia ed anche la loro presenza lasciò tracce incisive nel territorio cornaredese. Nel 1167 Federico Barbarossa assalì e devastò alcuni territori tra cui Cornaredo. Tra il XI e il XII secolo fu edificata l'Abbazia di San Pietro All'Olmo.

L'importanza dell'Abbazia e la sua bellezza architettonica ebbero sempre più risonanza insieme all'estensione delle terre di proprietà dei Lateranensi. Oltre ai Lateranensi , anche le Umiliate possedevano un convento a Cornaredo, che ospitò per molto tempo i frati Certosini. Il passaggio dalla proprietà religiosa a quella laica avvenne nel 1647 quando Cornaredo, S. Pietro All'Olmo e Monzoro furono venduti a Gerolamo Dugnani. Nell'800 si assistette allo sviluppo del tessile, e allo scopo venne edificata la Filanda in Piazza Libertà. Nel '900 si assistette al definitivo declino dell'industria della seta naturale e alla conseguente chiusura della Filanda, per lasciare posto ad industrie di altro genere.

Negli anni '70, insieme allo sviluppo industriale si assistette anche all'aumento demografico della popolazione. Il paese venne dotato di strutture: scuole, impianti sportivi, della biblioteca, del parco. Tuttavia, la crescita industriale e demografica non ha stravolto la struttura originaria del comune, che ancora oggi resta caratterizzato dalle sue corti.



Da vedere

  • Palazzo Serbelloni
    Il Palazzo è opera dell'architetto neoclassico Leopoldo Pollak, allievo del Piermarini: l'edificio era uno dei gioielli dell'architettura lombarda del primo Ottocento, ma fu distrutto da un violento incendio.
    Attualmente esistono solo gli annessi rurali del palazzo.

  • Chiesa Madonna del Rosario
    L'impianto originario della Chiesa è del XII secolo. Vi furono delle aggiunte laterali nel XIV sec., nel XVIII e nel XIX secolo.




Sagre e appuntamenti

  • Festa patronale
    Ricorre la prima domenica di settembre e comprende un ciclo di manifestazioni, che si svolgono dalla settimana precedente la festa alla settimana seguente, concludendosi con i fuochi artificiali.