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Architetture del '900: ex - Filanda di Cornaredo
Nel “Polo delle Filande” pare giusto individuare in una antica manifattura tessile l’edificio novecentesco più rappresentativo. Quella di Cornaredo potrebbe dannunzianamente chiamarsi Rinascente perché, come la Fenice, volge ora a nuovi destini dopo numerosi incendi.
La primitiva filanda ottocentesca era stata completamente riedificata nel 1919 e ampliata nel 1941 con elementi architettonici più funzionali all’uso, come la palazzina degli uffici che assumeva i caratteri propri dell’architettura funzionalista: ampie finestre, corridoi e servizi moderni. Dopo due incendi l’area industriale è stata ristrutturata dall’amministrazione comunale nel rispetto dell’esistente. I tre piani, adiacenti a un parco, inglobano così ora le antiche volte in mattoni e ferro, le sette colonne sopravvissute e le bocche delle vecchie caldaie del 1903.
Il progetto del rinnovato edificio - opera dell’architetto Paolo Malcaus - è stato pensato per un utilizzo pubblico degli spazi, rispettoso dei numerosi accorgimenti previsti per tali strutture (ad esempio, il superamento degli ostacoli per i disabili). Al tempo stesso, per conservare la memoria dell’antico opificio, sono state riutilizzate le eleganti colonne in ghisa di stile liberty, mentre la struttura verticale portante è stata realizzata in putrelle d’acciaio verniciato a vista. Nelle sale della ex filanda sono ora operative la biblioteca, gli spazi per le esposizioni, gli uffici che seguono cultura e istruzione. Al primo piano l’auditorium ricavato dal locale della filatura è sede di incontri musicali e programmazioni cinematografiche e teatrali.
Laddove per almeno quattro generazioni operaie e operai di Cornaredo hanno sudato il pane della loro fatica, oggi i cittadini fruiscono di uno spazio architettonicamente gradevole per i momenti più belli della giornata: quelli dedicati alla cultura. Ma senza dimenticare come la filanda sia stata all’origine di quel benessere che nasce solo dal lavoro.