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Metropoli
Giardini storici
Monza. Giardini Reali.
Il vasto parco annesso alla Villa Reale fu voluto nel 1805 da Eugenio
Napoleone, ma già dal 1777, secondo il progetto del Piemarini, la villa doveva necessariamente
affacciarsi sui giardini, ovvero la parte più “colta” del contesto ameno in cui andava
a collocarsi la residenza principesca. I giardini avevano un obiettivo estetico prevalente:
dovevano stupire e segnalare con le rare essenze l’unicità del luogo, il prestigio
dell’ospite.
Tra i siti più curiosi va annoverata una grotta a camera che diverrà nel tempo una sorta di
elemento esoterico oltre al più discreto nascondiglio di un parco. Vi furono piantati tra i primi
cedri del Libano giunti in Lombardia, le americane sequoie, tassi e magnolie nonché i
profumatissimi tigli di provenienza esotica o autoctona. Tra i primi giardinieri va ricordato Luigi
Villoresi. Egli fu un vero pioniere di quell’arte, agrimensore laureato, nel 1820 istituì una
scuola di botanica sita nei giardini stessi e riservata a soli dodici iscritti all’anno,
tutti monzesi.
A metà Otocento, al Villoresi fu dedicata la “Rosa Monzese” (Rosa modoetiensis
villoresa) il cui profumo era considerato un potente rimedio contro il mal di testa e i vapori
alcolici.I giardinieri del XIX secolo e del primo Novecento intrattennero rapporti con le
principali agenzie botaniche del mondo, collaborando coi giardinieri reali inglesi i quali presero
i giardini di Monza quale modello per i numerosi parchi di Londra.