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Architetture del '900: Stazione delle autolinee di Vimercate
Piazza Marconi di Vimercate era fin dall’Ottocento la porta del borgo verso Milano, la stazione di un antico tramway e poi quella dei mezzi su ruota verso il capolinea della metropolitana; ma -sorpresa! - l’area era poi quella in cui la Vicus Mercatus di epoca romana aveva dislocato negozi, servizi per i viaggiatori, botteghe artigiane…
La scoperta archeologica è avvenuta proprio mentre il sito stava per assumere una nuova forma insediativa, nel 1998. Si stava allora realizzando uno splendido progetto affidato a Mario Botta e al vimercatese Fabiano Redaelli per la nuova stazione degli autobus: un complesso che l’architetto ticinese ha concepito recuperando i moduli della corte lombarda, l’uso del mattone, un articolato gioco tra spazi aperti e chiusi come nelle antiche cascine.
Pensata come luogo di aggregazione, come novella agorà, la stazione è inserita in una piazza attrezzata, sviluppata intorno ad un enorme edificio di tre piani disposto ad anello, con negozi, uffici e infrastrutture di servizio che rendono persino piacevole la sosta per il frettoloso pendolare.
Ma ciò che ha costituito un’autentica sfida è stato integrare in esso - e renderlo leggibile - il sito archeologico. Un pezzo di città antico che si trasforma e guarda al futuro: l’architettura di fine Novecento a completamento dell’età classica passando dal Romanico (i loggiati a tutto sesto, i tetti a capanna) al funzionalismo (pensiline e ascensori a vista) in un’armonia che consola di tante brutture in analoghi luoghi di servizio.