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Il riconoscimento è un atto legale, compiuto da entrambi i genitori o da uno di essi, regolato
da alcune leggi.
Il riconoscimento del neonato deve essere fatto entro 3 giorni dalla nascita presso
l'Ospedale, oppure entro 10 giorni presso il Comune di nascita o di residenza della madre. La madre
ha sempre 10 giorni dal parto per decidere il riconoscimento.
Per particolari e gravi motivi la madre che è impedita nel formalizzare il riconoscimento
entro i 10 giorni previsti può richiedere al Tribunale per i Minorenni ancora un massimo di 60
giorni per provvedere. Deve però mantenere con continuità la sua relazione con il bambino.
Quando la madre ha meno di sedici anni e vuole tenere il figlio con sé, con apposito atto del
Tribunale dei Minori, il riconoscimento è rinviato fino al compimento del sedicesimo anno. Per quel
periodo il giudice tutelare nomina un tutore per il bambino.
La madre può non riconoscere il neonato alla nascita dichiarando di non consentire di essere
nominata nell'atto di nascita.
In ospedale ogni donna ha il diritto di esprimere la sua volontà di non riconoscere ed ha
diritto alla riservatezza sulla propria identità.
Tutti gli operatori che sono a contatto con la madre hanno il dovere di rispettare tali
diritti.
Alcune leggi stabiliscono i diritti della madre che non riconosce il neonato.
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge."
La madre che non riconosce ha gli stessi diritti delle altre (tra questi quello di essere
assistita adeguatamente in ospedale).
La donna ancorchè coniugata ha il diritto di non effettuare il riconoscimento.
"Lo Stato deve rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della persona."
I Servizi Sociali locali sono incaricati dal Tribunale per i Minorenni di informare la madre
sulle norme del riconoscimento e sulle risorse di aiuto. La futura madre deve quindi essere
informata sui suoi diritti e sulle sue possibilità.
La riservatezza è un diritto della madre che "non consente di essere nominata". Il nome della
madre e le notizie su di lei sono tutelate per legge dal segreto.
La legge punisce chi rivela notizie riservate.
Tutti i pubblici incaricati e i professionisti sono strettamente vincolati al segreto
d'ufficio e professionale.
Nei Servizi Sociali e negli Ospedali tutto il personale ha l'obbligo di osservare la massima
riservatezza rispetto alla madre e di mantenere il segreto all'esterno su tutto ciò che la
riguarda.
Le leggi tutelano i bambini non riconosciuti, garantendo loro i diritti fondamentali della
persona: capacità giuridica ed educazione.
Diritto al nome e alla cittadinanza (capacità giuridica)
Entro 10 giorni dalla nascita il neonato riceve un nome dall'Anagrafe del Comune in cui è
nato e acquista la cittadinanza italiana.
Diritto all'educazione
In assenza dei genitori naturali il Tribunale nomina un tutore, solitamente l'Ente locale di
nascita e provvede immediatamente ad aprire il procedimento di adottabilità.
Al neonato viene garantito così, il più rapidamente possibile, il diritto ad una famiglia
educante attraverso l'affidamento ad una coppia adottiva, e mediante l'adozione acquisirà lo status
di figlio legittimo.