La difesa delle colture con antiparassitari di sintesi chimica determina un forte impatto sull’ambiente ed espone a rischi la salute di agricoltori e consumatori.
In agricoltura biologica la difesa delle colture è impostata su azioni strategiche di medio-lungo periodo e su azioni puntuali che riguardano la singola coltura.
La difesa nel medio-lungo periodo si basa sulla prevenzione mediante:
- la costruzione e il mantenimento di ambiente di coltivazione equilibrato con siepi, boschi, zone umide che possa offrire ospitalità ad insetti, uccelli, rettili e mammiferi utili nella lotta biologica ai parassiti delle piante
- la coltivazione di varietà resistenti o tolleranti
- l’equilibrato nutrimento delle colture
- l’attuazione di avvicendamenti colturali che favoriscano l’abbassamento del rischio
La difesa specifica per le singole colture è realizzata attraverso prodotti di origine minerale, di origine vegetale e con agenti biologici.
Il regolamento europeo sull’agricoltura biologica definisce i prodotti ammessi tra i quali troviamo il piretro, il rotenone, il quassio, il neem ed altri.
Tra gli anticrittogamici (difesa dalle malattie fungine) ammessi troviamo la poltiglia bordolese e lo zolfo, tradizionalmente utilizzati in agricoltura.
Tra gli insetticidi biologici troviamo il Bacillus thuringiensis (contro le larve di lepidotteri) ed altri agenti a base di nematodi, virus (carpovirus, contro la carpocapsa o verme del melo) ed insetti predatori e parassiti (impiegati soprattutto nelle serre).
I predatori ospiti dell’ecosistema attorno al campo (insetti, uccelli, mammiferi, rettili) aiutano l’agricoltore a proteggere il campo coltivato ed a contenere le popolazioni dannose al di sotto di soglie di danno tollerabile. |