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Cornaredo
Ghiacciaia di Cascina Favaglie-San Rocco

Edifici con destinazione d'uso


La ghiacciaia costruita nei pressi della cascina Favaglie S.Rocco- per lungo tempo dimenticata- è una delle più grandi della Provincia di Milano: misura infatti alla base 10 metri per una altezza di 6 metri. Le prime notizie certe si riferiscono alla fine del Settecento, quando apparteneva alla famiglia Serbelloni per usi domestici. Poi passò alla famiglia Litta che la tenne fino al primo dopoguerra. Successivamente la ghiacciaia venne rimessa in funzione ed utilizzata fino al 1945. Antenata del moderno frigorifero, la ghiacciaia serviva per conservare tutto ciò che era deperibile, come carni, formaggi e vini.

Il principio era molto semplice: una cupola fatta di mattoni di cotto dove veniva posto del ghiaccio a blocchi. La temperatura veniva mantenuta fresca da uno strato di terra posto sopra la cupola, che impermeabilizzava anche la struttura. La costruzione del tipo a cupola a tutto sesto è completamente eseguita in muratura di mattoni. E' provvista di due ingressi: il primo a nord per l'introduzione del ghiaccio, il secondo a ovest. La coibentazione della ghiacciaia era assicurata dalla ricopertura in terreno vegetale, che -oltre ad impermeabilizzare la volta- assicurava anche stabilità ai contrafforti. Il ricambio dell'aria era ottenuto mediante 4 fori per l'aerazione diametralmente opposti, situati presso la chiusura della volta stessa.

Dall'interno della cupola si constata facilmente che non si tratta di una struttura costruita in maniera omogenea con la disposizione radiale dei mattoni ad anelli concentrici, ma che è stata realizzata attraverso la costruzione di due singole arcate disposte a crociera e collegate alla sommità della volta, probabilmente per non eseguire un cassero troppo complesso. I 4 archi e le volute chiamate sono completati dalla chiusura dei rispettivi spicchi di muratura, e con la messa in opera delle grosse catenarie e dei quattro contrafforti.
La ghiacciaia, restaurata con un contributo del Parco, è gestita dall'associazione Italia Nostra.
 
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