Oasi
di Lacchiarella La vegetazione
Dal punto di vista vegetazionale, nell’Oasi sono presenti alcuni habitat prioritari, come si desume dal sito internet della Regione Lombardia sulla rete Natura 2000.

a. Habitat prioritari
Bosco planiziale(HABITAT 9160: foreste di farnia e carpino dello Stellario-Carpinetum)
Questa cenosi occupa una piccola area nel sito ed è costituita da farnie (Quercus robur) piuttosto giovani, con un sottobosco floristicamente povero. Spiccano la pervinca (Vinca minor), l’anemone dei boschi (Anemone nemorosa) tra le erbacee, la rosa selvatica (Rosa arvensis) il ligustro (Ligustrum vulgare), il corniolo (Cornus sanguinea) e il biancospino (Crataegus monogyna) tra le arbustive. Accanto alle querce sono presenti rari esemplari di carpino bianco (Carpinus betulus) e più frequenti robinie (Robinia pseudacacia), mentre nello strato arbustivo abbondano i rovi (Rubus sp. pl.)
Bosco igrofilo (HABITAT 91E0: foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Il bosco igrofilo occupa quasi la metà dell’area ed è la cenosi più rappresentata. Si tratta di un habitat definito prioritario per la sua rarità e l’estrema frammentazione. Nell’Oasi sono presenti giovani formazioni ad ontano (Alnus glutinosa) insediate su suoli non saturi d’acqua in superficie. Alla specie dominante si accompagnano il salice bianco (Salix alba) nello strato arboreo e il sambuco(Sambucus nigra) in quello arbustivo. Il sottobosco è scarsamente caratterizzato, costituito da luppolo (Humulus lupulus), Urtica dioica e Rovi.
Sono presenti anche aspetti con prevalenza di salice bianco a carattere relittuale, trattandosi delle prime forme di vegetazione arborea che hanno colonizzato le marcite abbandonate negli anni ’60. Il dinamismo della vegetazione ha portato alla sostituzione di questa formazione marcatamente pioniera con forme di vegetazione boschiva più mature.
b. Altre tipologie vegetazionali importanti
Vegetazione elofitica (53.01: fragmiteti)
La vegetazione palustre dell’Oasi è rappresentata da canneti a Phragmites australis, piuttosto frequenti e localizzati sia lungo le sponde dei canali, sia in aree umide con acqua stagnante. Le condizioni di crescita sono tuttavia al limite delle esigenze ecologiche adatte allo sviluppo della cenosi. Pur essendo la canna palustre in grado di tollerare il prosciugamento per lunghi periodi, la mancanza di idonee superfici allagate sta determinando la progressiva riduzione delle superfici a canneto. L’area occupata dal canneto era un tempo adibita a marcita, ma il progressivo interramento e la naturale evoluzione della vegetazione sta determinando la riduzione della vegetazione elofitica a vantaggio di consorzi arbustivi e forestali.

Vegetazione acquatica (22.43.11: vegetazione galleggiante di specchi d’acqua)
E’ stato recentemente creato un piccolo stagno all’interno dell’Oasi per consentire la reintroduzione della rana di Lataste (Rana latastei), divenuta molto rara in tutto il suo areale, coincidente grosso modo con la pianura padana. Recentemente nello stagno si è insediata spontaneamente una rarissima Pteridofita, la Marsilea quadrifolia, con un denso popolamento che rappresenta una delle poche stazioni di questa pianta nella pianura lombarda.

c. altre formazioni
Nella parte centrale del sito, lontano dai canali irrigui, sono presenti prati magri, a carattere debolmente xerofilo con specie prative piuttosto comuni, quali Agrimonia eupatoria, Aristolochia clematitis, Artemisia vulgaris, Daucus carota, Serratula tinctoria, Erigeron annuus, Inula conyza, Bromus sterilis, Silene alba e Solidago gigantea. Questo aggruppamento risulta contraddistinto floristicamente dalla presenza dominante di Poa pratensis e Bromus sterilis. Il prato è inframmezzato da numerosi individui appartenenti a specie arbustive eliofile come Crataegus monogyna, Prunus spinosa, Rosa sp. pl., Rubus sp. pl., che tendono a colonizzare le superfici a prato in assenza di sfalcio.
In alcuni tratti le radure a prato sono sostituite da arbusteti più o meno radi. Le specie sono quelle presenti nel prato magro, ma con una netta prevalenza di quelle arbustive. Accanto alle specie eliofile (rovi, rose, crespini, prugnoli) si trovano elementi più sciafili (Ligustrum vulgare, Crataegus monogyna, Cornus sanguinea).
Le formazioni a netta prevalenza di arbusti e liane, tra cui i roveti, particolarmente diffusi nell’Oasi, rappresentano il preludio a formazioni boschive. I roveti, in particolare, dal punto di vista ecologico costituiscono fasce di transizione tra le formazioni arboreo-arbustive e quelle erbacee, da cui evolvono quando vengono meno gli interventi gestionali. La presenza di specie del gruppo Rubus fruticosus è, infatti, sintomo di evoluzione dinamica da formazioni aperte ed eliofile, mentre la presenza di R. caesius segnala invece condizioni di maggior ombreggiamento e, pertanto, formazioni forestali a carattere mesofilo. Le cenosi descritte sono quindi tipicamente ecotonali e come tali fortemente inclini a evolvere verso i boschi qualora cessino gli interventi di contenimento.
Tutti questi ambienti, benché non particolarmente interessanti sotto l’aspetto prettamente botanico, lo sono più in generale dal punto di vista naturalistico perché rappresentano habitat importanti per la fauna e garantiscono, quindi, un buon livello di biodiversità.
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