Noi Sindaci e Assessori
dei Comuni in Provincia di Milano
Consapevoli che la
questione del traffico nella Provincia di Milano è una fra le primarie emergenze per la
congestione, l’inquinamento, e il rischio di paralisi;
Riconosciuta nella
bicicletta una componente essenziale del sistema di mobilità urbana e una valida alternativa ai
mezzi a motore sulle brevi distanze ed anche sulle più lunghe, ove integrata con il trasporto
pubblico;
Dato atto che un
significativo aumento di mobilità ciclistica potrebbe generare un notevole contributo potenziale
alla riduzione dei costi economici, ambientali e sanitari del traffico quotidiano;
Ritenuto il piano
strategico provinciale “MiBici” un valido documento di inquadramento delle politiche
comuni e delle buone pratiche in materia di mobilità ciclistica;
ci impegnamo
quali legali
rappresentanti pro tempore delle nostre comunità
- a incrementare le politiche a favore della mobilità ciclistica, in una logica attenta alla
intermodalità, alla interconnessione e intercomunalità;
- a rivedere i piani urbani del traffico e della mobilità, attribuendo ai velocipedi il giusto
ruolo e spazio nell’ambito dell’organizzazione della viabilità;
- a dedicare alla mobilità ciclabile una quota adeguata delle risorse umane e finanziarie
disponibili per il traffico e la viabilità;
- a creare o ampliare la gamma dei servizi a favore della bicicletta (depositi, velo-stazioni,
bike-sharing, ciclo officine, pubblicistica), favorendo anche l’iniziativa privata;
richiediamo
allo Stato, alla Regione
e alla Provincia di impegnarsi a
- appostare maggiori risorse a favore della mobilità ciclistica;
- realizzare una rete ciclabile di scala vasta quale essenziale infrastrutturazione per
incentivare la mobilità sostenibile, tenuto conto anche delle iniziative paneuropee come
Eurovelo;
- inserire nelle politiche delle grandi infrastrutture viabilistiche e di trasporto pubblico le
opere e i servizi per la ciclabilità, quali componenti essenziali nell’intermodalità e non
fornire direttive e norme chiare ed univoche ai progettisti e ai responsabili tecnici degli enti
per la progettazione delle infrastrutture, soprattutto per regolare le interferenze con gli altri
veicoli, secondo le buone pratiche riscontrabili a livello europeo; disegnare tali direttive dal
punto di vista dell’utente ciclista, ricordando che questi è il soggetto più esposto al
rischio d’infortunio.
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