Province in bici
E' nato al Salone internazionale della Bicicletta, in Fiera Milano settembre 2006, il
coordinamento fra le province impegnate nelle politiche a favore della bicicletta.
DOCUMENTO COSTITUTIVO
validato a San Benedetto del Tronto (settembre 2007).
Queste le premesse che hanno fondato l'iniziativa:
- la bicicletta ha conosciuto in questi anni un deciso rilancio, qualificandosi sulle brevi
distanze come una valida alternativa ai mezzi a motore ed anche sulle più lunghe ove integrata con
il trasporto pubblico;
- la rete ciclabile – costituita da apposite dotazioni infrastrutturali (quali piste
ciclabili, sottopassi, passerelle, aree di sosta) e presidiata da provvedimenti di moderazione del
traffico - risponde all’esigenza di chi, dovendosi spostare per motivi di lavoro, di studio,
di svago e turismo, intende optare per un mezzo di trasporto pratico, economico e assolutamente non
inquinante;
- diverse realtà provinciali e comunali si stanno dotando di reti di percorsi ciclabili sempre
più articolate e diffuse;
- sempre più frequentemente le reti ciclabili locali si intrecciano con i grandi percorsi europei
e si integrano con altre modalità di trasporto, ponendo le basi per un sistema di mobilità
ecologica e compatibile;
- le reti ciclabili costituiscono occasione di fruizione e valorizzazione turistica e
paesaggistica del territorio;
- già oggi in molte realtà italiane oltre il 10% degli spostamenti viene effettuato utilizzando
la bicicletta;
- lo sviluppo delle reti ciclabili costituisce occasione strategica tanto nell’ottica di
riduzione dell’inquinamento atmosferico, quanto per il miglioramento del traffico, il
risparmio energetico, economico e per la salute;
- il ruolo delle Province italiane può essere strategico nello stimolare le iniziative proprie,
dei Comuni e nel proporre e realizzare gli itinerari sovralocali e interregionali;
- la progettualità ciclabile è un obiettivo strategico per il miglioramento ambientale e
architettonico dei luoghi e del paesaggio
- la rete ciclabile deve essere considerata come un vera e propria rete infrastrutturale di
livello nazionale, al pari della rete stradale e ferroviaria, inserita nelle reti ciclabili di
livello europeo, integrata con le altre modalità di trasporto;
- la segnaletica della rete ciclabile deve presentare caratteri uniformi ed omogenei su tutto il
territorio nazionale, prevedendo adeguate ed efficaci rappresentazioni relativamente alle norme di
comportamento e alle indicazione per utenza;
- le norme di comportamento, di sicurezza e di uso delle sedi ciclabili, devono essere
disciplinate giuridicamente in modo unitario, omogeneo, anche sotto il profilo sanzionatorio ed in
armonia con le norme europee ove esistenti;
- le norme devono contenere prescrizioni relative alla fruibilità in condizioni di sicurezza
delle strade arginali e delle strade alzaie;
- l’auspicata normativa di settore deve essere finalizzata ad orientare efficacemente
l’azione amministrativa degli Enti Pubblici, anche allo scopo di evitare il contenzioso
connesso alle responsabilità derivanti dagli eventi che si possono verificare nell’utilizzo
delle reti ciclabili;
- le Province italiane devono coordinarsi fra loro per confrontare le diverse realtà,
valorizzando le esperienze positive e unendo gli sforzi per la realizzazione di politiche per la
mobilità ciclistica.
Lo scopo del coordinamento è:
- Promuovere e sviluppare la cultura politica e tecnica degli amministratori pubblici e degli
enti locali per la definizione e il sostegno di politiche attive a favore della mobilità
ciclistica;
- Promuovere la predisposizione di uno specifico apparato normativo riguardante la rete ciclabile
nazionale;
- Stimolare l’Unione Europea, lo Stato e le Regioni affinché, ciascuno per propria
competenza, promuova le opportune iniziative di governo e di finanza;
- Comunicare all’opinione pubblica e ai cittadini tutti l’utilità, l’economia e
la salubrità della locomozione ciclistica;
Hanno finora aderito all'iniziativa le Province di Ascoli Piceno, Asti, Bari, Belluno,
Bergamo, Bologna, Brescia, Brindisi, Chieti, Cremona, Ferrara, Isernia, Lodi, Lucca, Mantova,
Milano, Perugia, Pescara, Reggio Emilia, Teramo, Terni, Torino,Trento, Treviso, Venezia.